Dpr 2001/327

Norme CEDU e Dpr 2001/327

Le nuove norme in tema di espropri che si “aggiungono” al Dpr 2001/327 e le Responsabilità per la loro mancata conoscenza e applicazione.

In tema di espropri non può più farsi riferimento solo al d.p.r. 327/2001, ma si deve tener conto anche di altre norme che disciplinano il rapporto fra norme italiane e norme CEDU, ed in particolare della Legge 130/2008 e della Legge 269/2006. Se le Amministrazioni non applicano le norme CEDU violando la Legge 296/2006 può configurarsi la responsabilità per danno erariale di Amministratori, Dipendenti ed altri Soggetti - anche Privati. Dopo l'entrata in vigore dell'Articolo 1 Protocollo aggiuntivo 1 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) il diritto alla tutela dei propri beni non ha più soltanto un contenuto patrimoniale, ma appartiene invece alla categoria dei "diritti umani inviolabili". La differenza fra diritti ad esclusivo contenuto patrimoniale e diritti umani inviolabili non è di poco conto. I diritti umani sono universali e non sono legittimamente sopprimibili né dalle maggioranze politiche né dalle Costituzioni degli Stati democratici. I diritti ad esclusivo contenuto patrimoniale, invece, possono essere soppressi, nei limiti consentiti dalle Costituzioni dei singoli Stati. Lo Stato italiano ha sempre regolamentato il diritto di proprietà alla stregua di un diritto ad esclusivo contenuto patrimoniale; ma, dopo l'entrata in vigore dell'Articolo 1 Protocollo aggiuntivo 1 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ciò non è più possibile. Di conseguenza lo Stato italiano ha dovuto adottare precise disposizioni di legge per evitare di incorrere in ulteriori condanne, alcune delle quali non sono ancora ben conosciute dagli operatori del diritto.

Le norme CEDU

Prevedono il pieno valore di mercato per tutti i beni espropriati, (indipendentemente dalla loro natura) e dispongono la disapplicazione delle norme interne con esse confliggenti. Garantiscono un indennizzo anche per i beni non tutelati dalla legge italiana; ad es. il danno all’azienda, l’avviamento, ecc. Hanno oggi diretta applicazione in Italia con conseguente obbligo di disapplicazione delle norme interne con esse confliggenti.


Le norme italiane

In tema di espropri non può più farsi riferimento solo al d.p.r. 327/2001, ma si deve tener conto anche di altre norme che disciplinano il rapporto fra norme italiane e norme CEDU, ed in particolare della Legge 130/2008. E si deve anche tener conto dell’obbligo per Amministrazioni e Soggetti equiparati, sancito dalla Legge 269/2006, di dare immediata applicazione alle norme CEDU; obbligo corredato da gravi responsabilità per le Amministrazioni che lo violano, con conseguente responsabilità per danno erariale di Amministratori e Dipendenti.
Tali norme italiane
1. Prescrivono alle Amministrazioni ed ai Soggetti equiparati di applicare le norme cedu già in sede procedimentale, e prevedono anche pesanti responsabilità per le Amministrazioni inadempienti.
2. Prescrivono ai Giudici, di applicare le norme cedu, in sede giudiziale, con conseguente disapplicazione delle norme interne che con esse contrastino; (ciò non solo ai sensi delle norme europee, ma anche delle leggi italiane, da ultimo L. 130/2008).
3. Configurano la responsabilità per danno erariale di Amministratori, Dipendenti ed altri Soggetti - anche privati che violano le norme cedu.


Conclusioni

L'applicazione delle norme CEDU è quindi ineludibile, perché:
1. Le Amministrazioni devono applicare immediatamente le norme CEDU e disapplicare le leggi interne con esse confliggenti, se vorranno evitare le responsabilità patrimoniali e contabili poste a loro carico da una legge dello Stato espressamente dettata per disciplinare il loro operato in tema di norme cedu.
2. Se le norme CEDU non vengono applicate dall’Amministrazione, l'espropriato può far ricorso ai Giudici Italiani, che hanno ora il preciso dovere di applicarle direttamente, senza costringere i cittadini a “costosi e superflui” passaggi attraverso la Corte Costituzionale.
3. Se le norme CEDU non vengono applicate dai Giudici Italiani, l'espropriato può sempre fare ricorso alla Corte Europea.
4. La Corte Europea, ovviamente, applicherà le norme CEDU.


E le Amministrazioni, gli Amministratori, i Dipendenti pubblici e privati che hanno violato le norme CEDU, subiranno le conseguenze previste dalla Legge 269/2006 e ss.mm con le prevedibili conseguenze in tema di responsabilità per danno erariale.

Dpr 2001/327

Norme CEDU e Dpr 2001/327

Le nuove norme in tema di espropri che si “aggiungono” al Dpr 2001/327 e le Responsabilità per la loro mancata conoscenza e applicazione.

In tema di espropri non può più farsi riferimento solo al d.p.r. 327/2001, ma si deve tener conto anche di altre norme che disciplinano il rapporto fra norme italiane e norme CEDU, ed in particolare della Legge 130/2008 e della Legge 269/2006. Se le Amministrazioni non applicano le norme CEDU violando la Legge 296/2006 può configurarsi la responsabilità per danno erariale di Amministratori, Dipendenti ed altri Soggetti - anche Privati. Dopo l'entrata in vigore dell'Articolo 1 Protocollo aggiuntivo 1 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) il diritto alla tutela dei propri beni non ha più soltanto un contenuto patrimoniale, ma appartiene invece alla categoria dei "diritti umani inviolabili". La differenza fra diritti ad esclusivo contenuto patrimoniale e diritti umani inviolabili non è di poco conto. I diritti umani sono universali e non sono legittimamente sopprimibili né dalle maggioranze politiche né dalle Costituzioni degli Stati democratici. I diritti ad esclusivo contenuto patrimoniale, invece, possono essere soppressi, nei limiti consentiti dalle Costituzioni dei singoli Stati. Lo Stato italiano ha sempre regolamentato il diritto di proprietà alla stregua di un diritto ad esclusivo contenuto patrimoniale; ma, dopo l'entrata in vigore dell'Articolo 1 Protocollo aggiuntivo 1 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) ciò non è più possibile. Di conseguenza lo Stato italiano ha dovuto adottare precise disposizioni di legge per evitare di incorrere in ulteriori condanne, alcune delle quali non sono ancora ben conosciute dagli operatori del diritto.

Le norme CEDU

Prevedono il pieno valore di mercato per tutti i beni espropriati, (indipendentemente dalla loro natura) e dispongono la disapplicazione delle norme interne con esse confliggenti. Garantiscono un indennizzo anche per i beni non tutelati dalla legge italiana; ad es. il danno all’azienda, l’avviamento, ecc. Hanno oggi diretta applicazione in Italia con conseguente obbligo di disapplicazione delle norme interne con esse confliggenti.


Le norme italiane

In tema di espropri non può più farsi riferimento solo al d.p.r. 327/2001, ma si deve tener conto anche di altre norme che disciplinano il rapporto fra norme italiane e norme CEDU, ed in particolare della Legge 130/2008. E si deve anche tener conto dell’obbligo per Amministrazioni e Soggetti equiparati, sancito dalla Legge 269/2006, di dare immediata applicazione alle norme CEDU; obbligo corredato da gravi responsabilità per le Amministrazioni che lo violano, con conseguente responsabilità per danno erariale di Amministratori e Dipendenti.
Tali norme italiane
1. Prescrivono alle Amministrazioni ed ai Soggetti equiparati di applicare le norme cedu già in sede procedimentale, e prevedono anche pesanti responsabilità per le Amministrazioni inadempienti.
2. Prescrivono ai Giudici, di applicare le norme cedu, in sede giudiziale, con conseguente disapplicazione delle norme interne che con esse contrastino; (ciò non solo ai sensi delle norme europee, ma anche delle leggi italiane, da ultimo L. 130/2008).
3. Configurano la responsabilità per danno erariale di Amministratori, Dipendenti ed altri Soggetti - anche privati che violano le norme cedu.


Conclusioni

L'applicazione delle norme CEDU è quindi ineludibile, perché:
1. Le Amministrazioni devono applicare immediatamente le norme CEDU e disapplicare le leggi interne con esse confliggenti, se vorranno evitare le responsabilità patrimoniali e contabili poste a loro carico da una legge dello Stato espressamente dettata per disciplinare il loro operato in tema di norme cedu.
2. Se le norme CEDU non vengono applicate dall’Amministrazione, l'espropriato può far ricorso ai Giudici Italiani, che hanno ora il preciso dovere di applicarle direttamente, senza costringere i cittadini a “costosi e superflui” passaggi attraverso la Corte Costituzionale.
3. Se le norme CEDU non vengono applicate dai Giudici Italiani, l'espropriato può sempre fare ricorso alla Corte Europea.
4. La Corte Europea, ovviamente, applicherà le norme CEDU.


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Le norme CEDU "moltiplicano" l'indennità per l'espropriato

Per sapere quali sono i diritti degli espropriati con le norme europee

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